Dalla neve al pane
"Sotto la neve pane, sotto l'acqua fame"
...e sotto ai vecchi proverbi contadini, si sa, c'è sempre tanta saggezza.

La neve costituisce una riserva idrica di notevole importanza, che sciogliendosi lentamente idrata pian piano il grano, evitando il formarsi di ristagni. Diversamente, la troppa pioggia non riesce ad essere trattenuta per intero dal terreno e ad essere quindi assorbita completamente dalle colture.
Essendo formata di acqua e aria, la neve si comporta anche come un isolante termico, trattenendo il calore del terreno e proteggendo le colture dal gelo. In questo modo contribuisce al rallentamento della ripresa vegetativa delle piantine, che nel frattempo continuano però a sviluppare il loro apparato radicale.

Oltre a ciò, la neve rappresenta una prima fonte di concimazione. I cristalli nel cadere intrappolano l'azoto presente nell'aria trasportandolo al suolo, dove svolge una funzione indispensabile alla crescita e al rigoglio della pianta.
L'effetto positivo della neve ha poi anche un risvolto meccanico di rullatura del terreno. Se il ghiaccio invernale infatti ammorbidisce e rigonfia il terreno, la neve copiosa lo ricompatta, facendone aderire i diversi strati alla vegetazione.
Non sappiamo infine se l'emozione che la neve porta con sé sia in qualche modo misurabile, ma vi assicuriamo che la serenità che trasmette quel manto bianco sul nostro grano in attesa fa bene anche a noi.